Compiti per le vacanze

Ciao, durante queste vacanze vorrei che ripassassi il metodo di risoluzione delle disequazioni di primo grado intere, puoi trovare una spiegazione cliccando qui. Poi svolgi gli esercizi da 1 a 15 e da 22 a 24 che trovi cliccando qui.

Ripassa anche il legame tra il grafico della retta nel piano cartesiano e le equazioni e disequazioni lineari, per aiutarti in questo ti suggerisco di guardare questo video:

Se sei insufficiente relativamente alle disequazioni di secondo grado intere, riguarda i files di GeoGebra che trovi nel post dal titolo “In mia assenza…” e svolgi gli esercizi da 1 a 8 che trovi cliccando qui.

Se sei insufficiente relativamente alle equazioni di secondo grado intere leggi il capitolo 11 che trovi cliccando qui e svolgi gli esercizi da 1 a 8 che trovi cliccando qui.

Martedì 10 gennaio porta a scuola gli esercizi svolti, li ritirerò ad alcuni di voi e chiariremo assieme eventuali dubbi.

 

Ti auguro buone feste regalandoti questa poesia di Erri De Luca, a presto!

Natale

Nascerà in una stiva tra viaggiatori clandestini.
Lo scalderà il vapore della sala macchine.
Lo cullerà il rollio del mare di traverso.
Sua madre imbarcata per tentare uno scampo o una
fortuna,
suo padre l’angelo di un’ora,
molte paternità bastano a questo.
In terraferma l’avrebbero deposto
nel cassonetto di nettezza urbana.
Staccheranno coi denti la corda d’ombelico.
Lo getteranno al mare, alla misericordia.

Possiamo dargli solo i mesi di grembo, dicono le madri.
Lo possiamo aspettare, abbracciare no.
Nascere è solo un fiato d’aria guasta. Non c’è mondo
per lui.
Niente della sua vita è una parabola.
Nessun martello di falegname gli batterà le ore dell’infanzia,
poi i chiodi nella carne.
Io non mi chiamo Maria, ma questi figli miei
che non hanno portato manco un vestito e un nome
i marinai li chiamano Gesù.
Perché nascono in viaggio, senza arrivo.

Nasce nelle stive dei clandestini,
resta meno di un’ora di dicembre.
Dura di più il percorso dei Magi e dei contrabbandieri.
Nasce in mezzo a una strage di bambini.
Nasce per tradizione, per necessità,
con la stessa pazienza anniversaria.
Però non sopravvive più, non vuole.
Perché vivere ha già vissuto, e dire ha detto.
Non può togliere o aggiungere una spina ai rovi delle
tempie.
Sta con quelli che vivono il tempo di nascere.
Va con quelli che durano un’ora.

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